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autoreManlio Graziano
titoloMondo birbetta!
Cronache italiane del secolo ventesimo
editoreNuova Argos
anno2021
formato17x11 cm
illustrazionibianco/nero e colore
pagine300
prezzo€ 10,00
ISBN978-88-88693-40-8
disponibilitàgiugno 2021
     
il sommario

Excusatio non petita

Personaggi (in ordine di apparizione)

1. Nel fosco fin del secolo morente
2. E sibila il vapore, sembra quasi cosa viva
3. Niemtsi
4. Rempaira sempre amore
5. Il liceo dei destini incrociati
6. Il sor maso è ritornato
7. Sola igiene del mondo
8. Le piccole vedette navacchine
9. Con quella faccia un po' così
10. Il cielo sopra Berlino
11. Primavera di bellezza
12. Res tremendae majestatis
13. Sie sind auch kameraden
14. Ogni contrada è patria del ribelle
15. Odo augelli far festa
16. Bocca di rosa
17. La luna ci porterà fortuna
18. E sei di tutti noi signora e padrona

l'autore
Manlio GRAZIANO, di mestiere serio, si occupa di geopolitica e insegna in diverse università parigine. Scrive sul «Corriere della Sera», «Limes» e «Gnosis». Ha pubblicato oltre dieci volumi in Italia, Francia, Stati Uniti, Spagna e Albania. È nato ad Asti ma ha vissuto a Rennes, Livorno, Torino, New York e ora sta di casa alle porte di Parigi.

approfondisci
Questo volume non è un libro di storia, ma ne è colmo; non vuole essere un album di ricordi - come tiene a sottolineare l'autore - ma si nutre del suo passato. È solo e semplicemente un libro, che di un tempo cronologicamente svanito smaschera pregi e difetti dei tanti personaggi che si incontrano, per recuperare le più piccole tracce di luoghi, colori e odori, facendo riemergere sotterranei sentimenti tra i quali qualsiasi lettore non faticherà a ritrovare frammenti a lui familiari. Azioni e fatti del passato, civili e morali, sono organizzati su più registri, in una narrazione classica ma volutamente sperimentale, trascritti in molteplici codici espressivi con un originale pluristilismo linguistico. Un esperimento perfettamente riuscito di rappresentazione espressionistica della memoria, narrata senza pietà o pudore, in una volontaria offerta di autenticità che polifonicamente risuona di ribollente passione.




Dalla Excusatio non petita dell'Autore

Non ho cercato di salire sulle spalle di nessun gigante. I giganti sono là, e io sono qua, rannicchiato nella loro ombra. E infatti pochi mi vedranno. Non ho i numeri, né ho la pretesa di mettermi a scalarli, i giganti, fino a raggiungere le loro spalle. Lo stile, se così lo si può chiamare, che troverete nelle pagine che seguono è il mio, e solo il mio, e ne assumo l'intera responsabilità. Certo, è più che imperfetto, lo so, non c'è bisogno di dirmelo: se così non fosse, sarei un gigante anch'io, mi sembra ovvio. Ma la sua imperfezione non sta nella sua pretesa difficoltà; al contrario: sta nell'essere troppo facile, troppo liscio, troppo povero di asperità, di sfide e di singolar tenzoni a tu per tu con il lettore.
[...] questo non è un libro di geopolitica. Non è un libro di storia. E non è nemmeno un libro di memorie. È un libro che non saprei incasellare. È un libro a sé. Un libro scritto per il semplice piacere di scriverlo, un libro che si giustifica con la sua stessa esistenza, e nessuno è tenuto ad accettarne la giustificazione. Un libro scritto dopo aver aperto il cancello del sacro recinto cartesiano, da cui le parole sono uscite di corsa, scalpitando, felici di saltellare e di mischiarsi senza dover più rendere conto di niente a nessuno.



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