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titoloGNOSIS 2/2020
Rivista italiana di intelligence
editoreArgos
anno2020
formato18x27 cm
illustrazionibianco/nero e colore
pagine256
prezzo€ 20,00
ISBN978-88-88690-22-3
ISSN1824-5900
disponibilitàesaurito
     

in breve
Il tema della geopolitica del diritto, focus di attualità e novità, tanto da essere al centro di riflessioni negli ambienti sia specialistici sia politico-strategici, è il tema dominante in questo secondo numero di Gnosis 2020. In un'epoca di complessificazione e di interdipendenza, anche il diritto deve affrontare le sfide legate al cambiamento in atto, alle nuove logiche di potere globale e alle dinamiche economiche e finanziarie, spesso leva di iniziative di natura ibrida. La necessità di regolare rapporti e interessi sul piano globale ha esasperato, ma anche affinato, la competizione tra attori politico-strategici che, nella diversa declinazione del diritto, rinvengono nuovi strumenti utili a perseguire i propri fini. Travolti dall'esperienza pandemica e dal senso di afflizione che ha innalzato barriere e confini tra uomini e tra Stati e che, non senza qualche contraddizione, ci conferma la necessità di ricercare soluzioni comuni, queste riflessioni assumono un ulteriore significato, evidenziando opportunità e vulnerabilità delle relazioni globali e della loro non facile traduzione nella realtà per la resilienza di diversificati approcci e interessi economici, geopolitici, culturali, storico-identitari e sociali.
Apre il tradizionale Punto di vista di Sergio Romano, che dello spirito costitutivo degli organismi internazionali - Onu e Unione europea -traccia sinteticamente l'evoluzione, i sogni fondativi e le vulnerabilità presenti nella fase realizzativa. Sul tema centrale del Geodiritto, Ignazio Castellucci fissa le coordinate storico-dottrinarie e sottolinea l'importanza del dato giuridico, sia quale ottica per una più compiuta elaborazione analitica in ambito geostrategico sia per una maggiore capacità operativa, soprattutto in scenari di crisi e di confronto interstatuale, ma anche sotto l'aspetto della ricaduta interna del lawfare. A conferma di tale visione, Giuseppe Monateri valorizza la natura strategica dei sistemi giuridici, proponendone una mappatura e lumeggiando le dinamiche concorrenziali dei diversi modelli che orientano l'ordine giuridico mondiale. Proprio sul terreno del diritto, infatti, si colgono i semi del futuro: la pretesa egemonica americana, la necessità europea di rivendicare un ruolo più centrale del suo soft power e le mappe di una governance globale (Mauro Bussani) che si estende dalla soggettività statuale ai soggetti privati (transnational governance), questi ultimi pronti a rivendicare un ruolo competitivo e un potere finanziario, comunicazionale e operativo sempre più pervasivo e onnifago (Maria Rosa Ferrarese). Nei nuovi scenari del Potere, il ruolo dell'Africa induce a riflettere sugli effetti di quella colonizzazione tra Otto e Novecento, che tuttora produce significativi effetti: oggi quel Continente è un laboratorio per cogliere le tracce della contaminazione giuridica, inizialmente, tra la tradizione occidentale (romano-germanica e di common law) e quella variegata autoctona, successivamente, soprattutto dall'epoca post-coloniale, con l'ingresso di nuovi attori strategici nello scenario del potere, Cina, Turchia, India e Russia, quale nuova alternativa all'Ovest euro e americano-centrico (Salvatore Mancuso). D'altra parte, la crisi dello Stato moderno e l'affermazione della glocalità - globalizzazione e localismo - offre inediti spazi ad attori sub e sovrastatali che rischiano di feudalizzare il diritto internazionale e la geografia della governance, parcellizzare e privatizzare i nodi interdipendenti e trasversali delle nuove e multipolari dominanze verso una dimensione neo-medievale, tra Stato e mercato, ripetendo la diade Imperium e Sacerdotium (Davide Ragnolini). Nella comparazione giuridica è ancor più netto il sottofondo ideologizzato di certe narrazioni, sospese tra la pretesa neutralità epistemologica e l'evidenza empirica di un rapporto strettissimo tra il giuridico e il politico, che consente alla geopolitica del diritto di mediare e negoziare gli spazi di sovranità e d'influenza per tracciare e 'mantenere' i mutevoli equilibri di potenza (Ugo Mattei). Lo stesso ambito del diritto può divenire agone competitivo per l'egemonia culturale: già nella prima metà del secolo scorso si colgono embrionali sensibilità al tema del geodiritto, da una parte, nel confronto serrato tra la tradizione romana vantata dal sistema giuridico fascista e il nuovo ordine teutonico sotteso a quello nazista (Tommaso Beggio) e, dall'altra, nei contributi di studiosi dell'epoca, Carlo Costamagna e Sergio Panunzio, sull'Impero e sulla possibile centralità italiana rispetto agli «aggregati imperiali» dell'epoca (Enrico Silverio). Nello sviluppo dell'argomento giocano un ruolo significativo sia la talassocrazia, una nuova sensibilità verso il mare (Filippo Ruschi), sia il concetto di confine (Paolo Marchetti). In questi spazi che dividono - e al contempo uniscono - viene evocato il diritto internazionale quando gli accordi interstatuali falliscono e le pretese si rivolgono a una necessaria mediazione (Giuseppe Nesi). D'altra parte, la più sofisticata ingegneria diplomatica o la più solida vocazione nazionalista contengono a fatica l'urgenza ineludibile di una mobilità umana che ha ragioni complesse e su cui occorre riflettere (Veronica Arpaia). Il tema si estende con il riferimento di Federico Roggero al riconoscimento dei diritti civili dello straniero del codice civile italiano del 1865 e alla successiva e progressiva consapevolezza che nell'esercizio civilistico e commerciale si poteva rinvenire un'arma ben più letale di quelle convenzionali. Tale intuizione vale ancor più in ambito economico finanziario (Antonino Alì). A conclusione, Castellucci propone il Piccolo cronoideario geogiuridico, guida tra i segni del passato di quelle idee, dottrine e costruzioni normative che hanno costituito pietre miliari dell'evoluzione del geodiritto.


il sommario

Editoriale

Punto di Vista di Sergio Romano

araldica / Vsd - Lituania

Ignazio Castellucci
Geodiritto. Il diritto come dimensione della geopolitica e del conflitto

Pier Giuseppe Monateri
Geopolitica del diritto e cultura strategica globale

Mauro Bussani
Il diritto. Una fabbrica del potere americano

Salvatore Mancuso
Geopolitiche africane e dinamiche giuridiche

Maria Rosaria Ferrarese
La geografia mobile della governance globale

Davide Ragnolini
Ritorno al passato. Il modello neo-medievista e le relazioni internazionali contemporanee

Ugo Mattei
Il fantasma che genera nostalgia. La Guerra fredda e la comparazione giuridica

Tommaso Beggio
L'attacco al diritto romano nella Germania degli anni '30 e '40.
Il Machtkampf per l'egemonia culturale alla luce dell'ideologia nazista

Enrico Silverio
Tra Società delle Nazioni e Asse. L'impero, il diritto e la geografia
in Carlo Costamagna e Sergio Panunzio

Filippo Ruschi
Occupazione del mare e nascita della sovranità marittima.
Un itinerario tra storia, geografia e diritto

Paolo Marchetti
Diritto e confini. La nozione di confine tra Medioevo ed età moderna

Giuseppe Nesi
Frontiere, confini e diritto internazionale nel mondo contemporaneo

Veronica Arpaia
Muri tra politica e legalità

Federico Roggero
Leggi per fare la guerra

Antonino Alí
L'utilizzo del diritto per il conseguimento di obiettivi politico-strategici

Ignazio Castellucci
Piccolo cronoideario geogiuridico

Virgilio Ilari
L'Italia come espressione geografica

Paolo Bertinetti
Oppenheim

Stefano Pisu
La Guerra fredda sotto il red carpet. Note sullo spionaggio nei festival internazionali del cinema

Domitilla D'Angelo
I francobolli sbagliati 'della Cia'

Giancarlo Zappoli
Munich

Giuseppe Pollicelli e Francesco Ripoli
L'ora delle spie

Melanton
Il lato sorridente dell'intelligence



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