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autoreGiampaolo Rugarli
titoloStorie di chi si è dato coraggio. Le Medaglie d'Oro al Valor Militare dell'intelligence
collanaSegreti 10
editoreNuova Argos
anno2018
formato12x17 cm
illustrazioniFerenc Pintér e illustrazioni in bianco/nero e colore
pagine2 volumi in cofanetto, 460 pagine
prezzo€ 20,00
ISBN978-88-88693-28-6
    

in breve
Giampaolo Rugarli (1932-2014), tra gli intellettuali (italiani) più autorevoli e vivaci degli ultimi cinquant'anni, è l'autore di questo volume – edito fuori commercio nel 2008 – che ben ne rappresenta la profondità di pensiero e l'acuta sensibilità.
Il testo è impreziosito dal talento di Ferenc Pintér (1931-2008) che, con i suoi ritratti, gli ha donato una dimensione visiva 'accogliente' e un immediato impatto emozionale.
Non è facile accompagnare il lettore nella galleria di eroi dell'intelligence che, operando nell'ombra del segreto e in situazioni estreme, sottintende una contestualizzazione storica e psicologica che la carenza di presupposti condivisi(bili) rende ancor più ardua. Eppure l'autore riesce nell'impresa: raccoglie le biografie di uomini rari e le motivazioni di conferimento della Medaglia d'Oro al Valor Militare, facendo brillare l'ossimoro della straordinarietà della condotta di uomini 'normali', che sanno elevare la loro umanità alla dimensione del compito affidato. Lo fa accompagnando la formalità del rito encomiastico a pagine di pura narrazione che traendo ispirazione dalla realtà la superano: in tal modo riesce ad avvicinarci allo spazio indecifrabile dell'eroismo, dove le azioni esemplari sono frutto di rigore etico, forte personalità e alto sentire, ma anche di un senso umano solidale e incoercibile sino all'estremo sacrificio.
L'opera è dunque un'antologia di vicende e di gesta che, in linea con altri lavori di Rugarli, affranca la figura dell'Agente dal deformante cliché negativo cui è stata a lungo relegata e ne offre una visione più ampia - tra i chiaroscuri della storia e della leggenda - attraverso un percorso culturale di elevata qualità artistica oltre che memorialistico.
La volontà editoriale di riproporre "Storie di chi si è dato coraggio", a dieci anni dalla prima uscita, risponde al proposito di non disperdere un autorevole patrimonio letterario e morale – perché votato al ricordo di quanti hanno tramandato i valori dell'intelligence anche a costo della vita – ma anche all'idea d'incontrare compagni di viaggio che hanno tracciato, prima di noi e anche per noi, i sentieri dell'onore e dello spirito istituzionale, patrimonio della Comunità intera.

il sommario
VOLUME 1


Il Libro delle anime
di Pietrangelo Buttafuoco

Walt Withman, Le battaglie si vincono...

Una carriera difficile.
Da uomo perbene a eroe

Valentin Esprit Fléchier, Valore

Nicolò De Carli
Giuseppe De Carli
Il messaggio nella bottiglia

Giacomo Camillo De Carlo
I fuochi fatui

Alessandro Tandura
Le ali delle farfalle

Pier Arrigo Barnaba
La dichiarazione di esonero

Francesco De Martini
La misteriosa morte della imperatrice Zauditù

Giovan Battista Peltechian
Clemente Eghinlian
Riccardo Guruzian
Antigone di Armenia

Edgardo Sogno
Rendi la Patria, Dio; rendi l'Italia…



VOLUME 2


Alberto Li Gobbi
Aldo Li Gobbi
Un angelo che si chiama Giuda

Donato Sanità
Un paese tra inferno e paradiso

Manfredi Talamo
Renato Villoresi
Le Fosse Ardeatine

Guido Rampini
Indigestione di piombo

Pietro Ferraro
Margot Hollis. Il mistero di un nome

Fabrizio Vassalli
La madrepora

Costanzo Ebat
La sfinge testa di morto

Giovanni Duca
Il camino

Nicola Calipari



l'autore
GIAMPAOLO RUGARLI nasce a Napoli il 5 dicembre 1932 e scompare a Olevano Romano il 2 dicembre 2014. Dal 1941 vive tra la Lombardia, il Piemonte e la Liguria. Trasferito a Roma nel 1972, sei anni dopo è richiamato nel capoluogo lombardo e lavora come responsabile dell'Esattoria civica e successivamente dell'Ufficio studi e della politica culturale della Banca presso la quale opera. Con Laterza fonda e dirige la «Rivista milanese di economia» e la serie dei relativi «Quaderni». Diviene commentatore economico, dà alle stampe uno studio critico di storia economica e un saggio sul fenomeno del parassitismo. Alla fine del 1985 si dimette e si ritira a Olevano Romano per dedicarsi a tempo pieno alla produzione letteraria. Pubblica una trentina di libri, molti dei quali tradotti in più lingue. Tra gli altri, il romanzo d'esordio «Il superlativo assoluto» (1987); «La troga» (1988); «Il nido di ghiaccio» (1989); «Il punto di vista del mostro» (1991); «Andromeda e la notte» (1990); «Una gardenia nei capelli» (1998); «La divina Elvira» (1998); «I giardini incantati» (2005). Tra i numerosi riconoscimenti: i premi Bagutta Opera Prima, Selezione Campiello, Piero Chiara, Capri e il Sirmione Catullo.


Ferenc Pintér nasce ad Alassio il 19 ottobre 1931 e muore a Milano il 28 febbraio 2008. Padre ungherese e madre fiorentina, nel 1940 si trasferisce al seguito della famiglia in Ungheria. Farà ritorno in Italia nel novembre del 1956, dopo il secondo intervento sovietico contro la sollevazione popolare. Nel 1960 è assunto alla Mondadori, dove lavorerà per oltre trent'anni, realizzando, tra l'altro, le sopraccoperte degli «Omnibus», le prime tredici copertine di «Segretissimo» e quelle della prima serie di Maigret, cui seguirà quella degli «Oscar», apprezzata dallo stesso Georges Simenon.

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hanno scritto
Nicola SIMONETTI, «La Gazzetta del Mezzogiorno», giovedì, 11 aprile 2019

Chi sono gli eroi (dopo don Abbondio)
Giampaolo Rugarli, storie di chi si è dato coraggio

Un'antologia che appassiona, entusiasma e, oggi, al limite della credibilità. Ma i fatti sono evocati con rigore, penna affascinante («scarna e pulita scrittura capace di unire il vertice poetico di Dino Campana e la prosa di un Guicciardini»), testimonianze toccanti di «eroismo nudo, eccezionale sacrificio senza il lustro di sciabole ed alamari» (l'efficace prefazione di Pietrangelo Buttafuoco). Difficile persino estrapolare episodi poiché tutti hanno una propria storia e, allo stesso tempo, un comune peso specifico aureo, tutti commuovono, toccano le corde più sensibili dell'animo, il raziocinio più lontano. Il coraggio alla base dell'ardire? Esso sboccia nell'anonimato della quotidianità a smentire quel famoso «uno, se non ce l'ha, mica se lo può dare» del don Abbondio manzoniano. Gli esempi si perdono nella comunanza degli atti dei singoli. Per ognuno di questi giovani eroi, «onore e dovere è mettere la Patria come bene supremo, morire per la Patria è un privilegio per queste anime belle».



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