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autoreGastone Breccia
titoloL'arte della sopravvivenza
Intelligence e sicurezza nell'impero romano d'Oriente
collanaSegreti 16
editoreNuova Argos
anno2019
formato12x17 cm
illustrazionicolore
pagine240
prezzo€ 10,00
ISBN978-88-88693-37-8
    

in breve
L'impero bizantino – l'impero romano-cristiano, rinnovato da Costantino il Grande all'inizio del IV secolo e sopravvissuto fino al 1453 – fu uno stato complesso, multietnico, quasi costantemente sotto attacco, sempre costretto a spendere la maggior parte delle proprie risorse per sopravvivere. Molti cittadini, a volte perfino la maggioranza di essi, erano più vicini per lingua, cultura, religione o riti ai popoli più o meno barbari – e spesso ostili – stanziati al di fuori dei confini dell'ecumene romano-cristiana che non ai ceti dirigenti ellenofoni di Costantinopoli: si pensi a Slavi e Bulgari nei Balcani, a Goti e Longobardi in Italia meridionale, o anche a Georgiani, Persiani, Arabi e Turchi oltre la mobile frontiera sud-orientale bizantina.
Questo è un punto nodale: attraverso i vari secoli della sua storia, infatti, i confini dell'impero furono molto spesso fluidi, e le popolazioni che vivevano nelle aree marginali cambiavano frequentemente la loro obbedienza politica. Per un certo periodo pagavano le tasse a Costantinopoli e datavano i loro documenti secondo gli anni del basileus della Nuova Roma, per poi diventare, o ridiventare, sudditi del regno confinante e viceversa. Inoltre, alla periferia dell'impero si trovavano piccole signorie indipendenti o semi-indipendenti, denominate nella terminologia ufficiale costantinopolitana toparchìe o filarchìe, a volte integrate a vario titolo nel sistema politico-militare bizantino, a volte in quello dei regni vicini.
Questa doppia identità fece sì che le popolazioni delle regioni di frontiera fossero spesso inclini alla ribellione, pronte a fare causa comune con altri gruppi etnici a loro affini, stanziati al di fuori dei confini imperiali.
Era dunque di fondamentale importanza, per la stessa sopravvivenza dello Stato bizantino, procedere con la massima attenzione e investire energie per l'integrazione di queste popolazioni, sia sul piano religioso che culturale. [...] In ogni caso, il controllo sui movimenti all'interno dei confini di Bisanzio fu sempre molto severo, nella speranza di ostacolare il più possibile l'acquisizione di informazioni da parte di nemici vecchi e nuovi.

dalla Prefazione di Vera von Falkenhausen


il sommario
Prefazione di Vera von Falkenhausen

Premessa

1. LA SICUREZZA INTERNA
Con lo sguardo rivolto al cielo
Il cursus publicus, gli agentes in rebus e i curiosi

2. L'INTELLIGENCE MILITARE
La scienza militare della Nuova Roma
«Adattarsi ai nemici»
Conoscere per vincere
La raccolta delle informazioni sul campo
La difesa della frontiera orientale
Cristiani contro

3. LA DIPLOMAZIA E LE INFORMAZIONI DA FONTI DIVERSE
Ambasciatori e altri agenti in terra straniera
Mercanti, «amici nascosti» e altri viaggiatori

CONCLUSIONI

Bibliografia
Didascalie


l'autore
GASTONE BRECCIA
Laureato in lettere classiche a Pisa, consegue il dottorato di ricerca in scienze storiche e dal 2001 insegna Civiltà bizantina, Letteratura bizantina e Storia militare antica presso l'Università di Pavia. Appassionato di storia militare, nel 2009 cura il volume miscellaneo 'L'arte della guerra. Da Sun Tzu a Clausewitz' e pubblica inoltre: 'L'arte della guerriglia' (2013) e 'La tomba degli imperi' (2013), basato sull'esperienza vissuta accanto alle truppe italiane del contingente Isaf in Afghanistan; 'Nei secoli fedele. Le battaglie dei Carabinieri 1814-2014', nel secondo centenario dell'Arma dei Carabinieri (2014); '1915. L'Italia va in trincea', centrato sul primo anno della Grande Guerra (2015); 'Guerra all'ISIS. Diario dal fronte curdo' (2016), frutto di una ricerca sul campo in Kurdistan, che dà origine anche a 'Lo scudo di Cristo. Le guerre dell'impero romano d'Oriente' (2016), saggio sulle vicende belliche dei primi secoli di Bisanzio. Nel 2017 è la volta di 'Nome in Codice: Ares', biografia del sergente Andrea Adorno, Medaglia d'Oro al Valor Militare, e di 'Scipione Africano. L'invincibile che rese grande Roma', studio sul generale che sconfisse i Cartaginesi. Dopo 'La fatica più bella. Perché correre rende felici' (2018), volume dedicato alla corsa di resistenza, l'anno successivo dà alle stampe 'Corea, la guerra dimenticata' (2019), analisi di un conflitto lontano ma dagli echi ancora vicini.



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