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titoloINTELLEGERE. La biblioteca delle spie
editoreNuova Argos
anno2017
formato18x27 cm
illustrazionibianco/nero e colore
pagine284 (I volume); 200 (II volume); 144 (III volume)
prezzo€ 25,00
ISBN978-88-88693-26-2
    
il sommario
VOLUME 1

PREFAZIONE
di Ferruccio de Bortoli


PARTE PRIMA
DALLE ORIGINI AL 1918


CAPITOLO I
La nascita dell'agente segreto

CAPITOLO II
L'emporio dell'agente segreto

CAPITOLO III
Il terrorismo nella seconda metà del XIX secolo

CAPITOLO IV
Dostoevskij, Stevenson, James

CAPITOLO V
La scena internazionale ante 1914

CAPITOLO VI
La letteratura d'invasione

CAPITOLO VII
La Grande Guerra e la Rivoluzione russa

CAPITOLO VIII
Dal capitano Dreyfus al soldato Sc'vèik



PARTE SECONDA
DAL 1918 ALLA DISTENSIONE


CAPITOLO IX
Tra le due guerre

CAPITOLO X
La Seconda guerra mondiale

CAPITOLO XI
La Guerra fredda

CAPITOLO XII
La spy story in versione popolare

CAPITOLO XIII
Bond e Otto von Stirlitz

CAPITOLO XIV
La realtà e la fantasia



VOLUME 2

PARTE TERZA
DALLA DISTENSIONE AI NOSTRI GIORNI


CAPITOLO XV
Dalla caduta del Muro a oggi

CAPITOLO XVI
La spia che venne dal freddo

CAPITOLO XVII
Funerale a Berlino

CAPITOLO XVIII
Il giorno dello Sciacallo

CAPITOLO XIX
L'isola della tempesta

CAPITOLO XX
Il complotto universale

CAPITOLO XXI
Perché un poeta?

CAPITOLO XXII
La fuga dell'Ottobre Rosso

CAPITOLO XXIII
L'affare Zouzou

CAPITOLO XXIV
Intelligence e vecchi merletti

CAPITOLO XXV
Momenti di gloria


BIBLIOGRAFIA E FILMOGRAFIA




VOLUME 3

STEFANO SALIS
Una maestria ben temperata

FERENC PINTÉR
La rivoluzione a Budapest nel 1956

VINCENZO MOLLICA
Un pittore di storie

PAOLA RONCATO PINTÉR
Parli ora o taccia per sempre

ANTONIO PINTÉR
L'album di mio padre

CAROL DE MARCEN
Ferenc Pintér, un artista del secolo breve

SANTO ALLIGO
Quarant'anni di copertine


approfondisci
Come potremmo definirlo questo libro? Certamente un appassionato omaggio alla professione di chi opera nei Servizi, nella sicurezza. Ma non solo. Un viaggio colto e critico nell'evoluzione della figura dell'agente segreto. Un manuale storico dell'intelligence. E, se vogliamo, anche un trattato sulla letteratura di genere. Alcuni degli autori citati sono nel catalogo della Longanesi, di cui chi scrive è presidente. Chi ha realizzato questo libro dimostra di conoscerli in profondità, anche nelle loro fortunate versioni cinematografiche. Misura sempre la distanza, a volte abissale, che esiste tra la finzione e la realtà. Si compiace del fascino che i personaggi emanano, dell'alone di mistero che consolida le loro leggende, le loro gesta eroiche così amate dal pubblico. Ma si preoccupa, soprattutto, dei pregiudizi e delle false rappresentazioni che condannano una professione, essenziale nella difesa dello stato e dei suoi cittadini, ad apparire dedita, quasi in esclusiva, alla tessitura di trame occulte. Viene citato, nella parte conclusiva del secondo dei tre volumi, un articolo di Indro Montanelli apparso su «il Giornale» del 25 ottobre del 1990 nel quale si criticava una proposta, sciagurata, di scioglimento dei Servizi di sicurezza nazionali. «Quando succede qualcosa di sinistro... sono sempre i più indiziabili». Vero. Lo storico Walter Laqueur notava che «nessuna persona ragionevole si aspetta che il ministro della Sanità elimini completamente le malattie... si pretende invece che i vari enti preposti alle informazioni siano sempre perfetti e abbiano sempre ragione». Il presidente degli Stati Uniti, Dwight D. Eisenhower, nel 1958, all'inaugurazione della sede di Langley della Cia avvertiva: «I successi non avranno alcuna pubblicità e gli insuccessi non potranno essere giustificati».

dalla Prefazione di Ferruccio de Bortoli


hanno scritto
Giacomo Stucchi, presidente Copasir
Nuova Agenzia Radicale, 15 gennaio 2018


Secondo le buone abitudini del mestiere, nessuno l'ha vista arrivare. È stata appena stampata e si prepara a sparigliare dubbi e intercapedini di pregiudizi. Dal 1° febbraio in libreria troveremo una trilogia che si annuncia con tutta la bellezza e la profondità della sua narrazione: "Intellegere. La Biblioteca delle spie", tre volumi raccolti in elegante cofanetto sulla cultura dell'Intelligence e l'evoluzione dell'agente segreto (edizioni Nuova Argos, un marchio della Dat Donat Dicat Srl, www.dddsrl.it, 25 euro per tutti e tre i volumi).

Curate in ogni dettaglio e scandite da una grafica accattivante che è essa stessa una ricerca di letteratura e arte, questi volumi esplorano e raccontano il Pantheon del pensiero intelligence, ma sono anche un potente viaggio nella letteratura e nella narrativa di genere spionistico. Prismi infiniti che invitano ad andare oltre orizzonti penultimi, tolgono maschere, fanno parlare mondi e mostrano storie profonde che hanno come radici la fedeltà alle istituzioni e come bussola l'algoritmo futuro.

Idee catturate su carta che hanno mondo in vissuti abitati dal silenzio e dalla dedizione a un lavoro ritenuto 'oscuro', e costituiscono quindi uno spaccato intrigante per comprendere di chi sono e cosa fanno gli 007 di ogni tempo; quegli uomini e donne necessari alla sicurezza che, messi in un cassetto occhiali scuri e impermeabile, negli ultimi anni - anche grazie a un proficuo lavoro di comunicazione e cultura della sicurezza - sono sempre più considerati risorse della nazione.

E se, come diceva il vecchio Eraclito, fa parte del gioco dell'essere resistere al fulmine che governa ogni cosa, l'apertura di un mondo rivela volti e parole scritte con impegno nello scorrere della storia. Nel gran calderone della fenomenologia si muovono vissuti che non scatenano mai sentimenti a metà, ma finalmente tracciati con meno zolfo rosso e lanci tra le mangrovie, con il fuoco dell'obiettivo che torna piuttosto su analisi e capacità di decrittare futuri.

Nel primo Volume dell'opera, "Dalle origini alla distensione", si va dalla nascita dell'agente segreto fino al 1918. Passando per "L'emporio dell'agente segreto", "Dostoevskij, Stevenson e James", "La letteratura d'invasione", "Il capitano Dreyfus e il soldato Sc'vèik", senza dimenticare la spy story in versione popolare, "James Bond e Max Otto von Stirlitz" (altro Bond, ma sovietico), saltando sulla linea di confine che cuce realtà e fantasia.

La via del romanzo, per rappresentare l'Intelligence e le sue possibili e sempre nuove declinazioni nel gioco continuo di realtà e invenzioni letterarie, è percorsa sulle tracce del lavoro di Giulio Ruspoli, pseudonimo di Giampaolo Rugarli, voce forte della cultura nazionale, venuto a mancare tre anni fa. Le pagine dell'opera sono arricchite dalle illustrazioni di Ferenc Pintér (nei tre volumi ce ne sono quasi 480), tra i massimi esponenti dell'illustrazione e della grafica editoriale (è la matita di opere come l'occhio-orecchio, e di tantissime, straordinarie copertine realizzate per la Mondadori) di cui ricorrerà a breve il decennale della scomparsa. L'opera vuole essere anche un omaggio a questi due protagonisti dell'arte e della cultura italiana.

...

Qualcuno ha detto che le 'spie' sono come i preti e le puttane: un pezzo di carne che ognuno pensa di cercare e comprare, solo quando serve. E invece c'è un'umanità forte che parla nelle avventure vere o immaginarie di questi universi di confine, e una vena profonda che batte più forte dei calcoli.

"Katà tòn daimona eaytoy", fedeli al proprio destino, con le vele intessute di parole e assenzio, di strada e di libri, le spie vivono tra le rese e le realtà del tempo, riuscendo a volte ad anticipare orizzonti, più spesso a mettere muro davanti a mille casini. Sanno che ogni uomo è un mondo, e tutto ha un prezzo.

Ma la galassia degli agenti segreti non è dominio dei soli uomini. Il corso degli eventi è pieno anche di donne che hanno ricoperto lo stesso ruolo. Come Mata Hari e tante storie pure impaginate in questi volumi.

A partire dagli anni Sessanta, poi, la spy story dilaga e la versione popolare indulge a erotismo e sadismo, si sposta con piacere sotto le docce o in vasche da bagno, quando non scende in cantine attrezzate con arnesi di dubbio uso. L'avventura mostra l'angolo visuale del personaggio narrante, tanto che Ian Fleming accoglierà persino il punto di vista di uno scorpione nell'incipit di "Una cascata di diamanti".

...

Nel secondo Volume il lettore percorrerà un altro itinerario, "Dalla distensione ai nostri giorni", con "La caduta del Muro a oggi", "La spia che venne dal freddo" e "Il giorno dello Sciacallo". E ancora: "L'isola della tempesta" e "L'affare Zouzou", "Momenti di gloria" e l'imperdibile "Intelligence e vecchi merletti". I capitoli sono dedicati a John le Carré, Frederick Forsyth, Ken Follett, Robert Ludlum e tanti altri autori, tra cui Agatha Christie che, sebbene giallista di fama mondiale, ha compiuto originali incursioni nel mondo dello spionaggio.

Il terzo Volume "Il segno di Ferenc Pintér", è un piccolo gioiello, dedicato interamente a Pintér. Le pagine presentano contributi dello stesso Ferenc Pintér, della moglie Paola Roncato e del figlio Antonio (che firma "L'album di mio padre"), Carol de Marcen, Santo Alligo e di Vincenzo Mollica, il quale ritiene che l'illustratore italo-ungherese «si sia espresso artisticamente al meglio proprio quando si è occupato di opere che raccontano storie che si muovono sottotraccia, storie di spionaggio, di intrighi internazionali, in una parola di intelligence,che sembrano vivere senza inizio e senza fine, eterni come l'avventura umana».

Bei libri, davvero. Un'opera che resta. Si deve alla passione dei suoi curatori e proposta dalla fucina di Nuova Argos e merita di essere conosciuta dal grande pubblico. Perché, ancora una volta, "La biblioteca delle spie" non è una torre di Babele che confonde le lingue ma un sentiero che invita a camminare con meno ombre e in compagnia di tanti amici, scrittori e artisti, che ci hanno parlato - tra i tempi - di come si lotta con il mondo. E si guarda avanti.




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