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titoloGNOSIS 4/2017
Rivista italiana di intelligence
editoreArgos
anno2017
formato18x27 cm
illustrazionibianco/nero e colore
pagine240
prezzo€ 15,00
ISBN978-88-88690-46-9
ISSN1824-5900
     

in breve
Presentando l'ultimo numero dell'anno 2017, la Direzione e la redazione augurano un sereno anno nuovo, con il desiderio di contribuire ad allietare l'ozio natalizio offrendo spunti di riflessione sui temi dello spionaggio e della geopolitica. In quest'ottica, Gnosis propone un cammino à rebours, sulle orme di quelli che della storia dell'intelligence sono protagonisti, nell'accezione greca di coloro che combattono per primi, una sorta di antesignani che hanno maturato, sperimentato e lasciato ai posteri l'intuizione dell'importanza dell'informazione: è un approccio coerente alla linea editoriale che guarda sia alla tradizione, sorgente inesauribile di exempla, sia ai profondi cambiamenti da cui cogliere il senso e la direzione dei 'semi del futuro'. Sergio Romano, nel suo Punto di vista, dipana il fil rouge della rivoluzione russa, di cui ricorre il centenario, tratteggiando le oscure pieghe che deviarono il corso degli eventi, dalla fase costituente al 'terrore' leninista, con uno sguardo ai primi passi della Ceka, la polizia segreta da cui nacque il Kgb sovietico. Più indietro, nella nebbia della cultura classica cinese, Gaetano Breccia ci apre alla conoscenza del 'Bingfa' e dei '36 stratagemmi', capaci di guidare il condottiero nell’ambiguo spazio dove si riverbera ogni contraddizione, s'intrecciano gli opposti, si sfuma nella dissimulazione e nel dubbio. Le pagine che seguono ci invitano nella galleria dei demoni delle azioni e delle conoscenze segrete: Annibale, vindice e aggressivo, che logora l'argilla del ritualismo romano di una guerra «justa, in gerendo», troppo esposta all'arte punica della dissimulazione (Giovanni Brizzi); Cesare, più opportunista e sagace, che alla virtù militare affianca un sistema organizzato di spie a tutela di una grande Roma che non accetta più sconfitte (Enrico Silverio); Gengis Khan e la mongola infowar delle origini, oggi tanto dibattuta (Carlo Jean); Innocenzo IV e la sua rete di Mendicanti cui è affidata l'evangelica diplomazia popolare e lo spionaggio sul territorio (Alberto Melloni); la schiera eletta dei vetrai veneziani che negli specchi e nelle loro segrete alchimie, simbolo della Repubblica di San Marco, riflettevano tutte le ambizioni, i tradimenti e le ambiguità dell'epoca (Andrea Molinari); Raimondo Montecuccoli, uomo d'arme e di cultura, che con la straordinaria avventura umana e militare, sintesi del Settecento europeo, offrì il volto nuovo di un'informazione colta e di una dottrina mirata all'azione (Franco Di Santo) e Francesco Morosini, naufrago nel decadente Seicento veneziano, tra gli abissi di un cambiamento tanto radicale da travolgerlo senza nemmeno la pietà dei posteri (Federico Moro).
Sull'epopea napoleonica lo sguardo si slarga e si fa acuto per la trasformazione netta anche nel campo dell'intelligence, su cui troneggiano figure che la storia ha fissato nella memoria di citazioni infaticabili: Bonaparte, astro che resiste alla furia del tempo come nei giorni difficili e fortunosi della campagna italiana, tra nemici in casa e ambigui doppiogiochisti (Giulio Massobrio), geniale amministratore di una rete spionistica, in pace e in guerra, all'interno e nei teatri di conquista (Alessandro Gentili); Talleyrand e Fouché, «il vizio appoggiato al braccio del crimine», che del trasformismo e dello spionaggio spregiudicato seppero fare arte e personale abuso (Alessandra Necci). Si preparano sin d'allora nuovi tempi e lo spionaggio economico diventa sempre più importante, a supporto dell'espansionismo commerciale e politico delle nuove Potenze (Paolo Preto). Clausewitz coglie il bisogno di razionalizzare e disciplinare l'arte militare e dell'informazione e i suoi spunti, diventati nel tempo quasi dei vaticini, sono ancor oggi pietra miliare per i cultori della materia (Vincenzo Pezzolet). Anche la formazione e il confronto di esperienze a livello internazionale diventano essenziali per sfruttare le opportunità della prima globalizzazione, a metà dell'Ottocento, come dimostra l'attenzione del ministro Sella verso i temi dell'educazione politico-industriale nel Regno sabaudo (Giuseppe Della Torre). Nella complessità moderna, l'intelligence non può che affidarsi sia al ruolo di un decisore competitivo che abbia sensibilità informativa, capacità di vision e di anticipazione delle minacce, come in Churchill (Mauro Canali), sia all'attitudine di elaborare una dottrina strategica che valorizzi le radici storiche e i principi classici ma sappia innovarsi e adeguarsi alla nuova fisionomia geopolitica, come avvenuto in Cina (Fabio Mini). Sul piano della prassi, Eugenio Bilardo, Diego Bolchini e Yasmine Ouirhran suggeriscono di affrontare i temi cruciali della sicurezza moderna affidandosi a modelli e tecniche di Humint e di analisi più sofisticate, mirate e contestualizzate, soprattutto in un momento in cui alto è il rischio di quegli eventi traumatici, di quelle svolte epocali che inducono al tabù «nulla sarà come prima» (Umberto Broccoli). Sotto l'aspetto geopolitico, Pietrangelo Buttafuoco, con la sua vena originale, evoca le ombre del tramonto dell'Occidente di Spengler, seguendo la scia filosofica della decadenza e lasciando nel lettore un senso diffuso di 'felicità' scaduta. Un bozzetto di Luca Goldoni, inoltre, tratteggia con afro umorismo l'esperienza di un vincitore al totocalcio e coglie, tra commedia e tragedia, l'assurdo possibile di quel bilico su cui si squilibra la Fortuna verso il suo opposto. Concludono le ormai consuete rubriche: Roberto Ganganelli, e l'uso 'operativo' della moneta e le 'citazioni numismatiche' disseminate nella storia dell'intelligence; Giancarlo Zappoli, con il film "Atomica Bionda", sanguinoso triplo gioco nei giorni del crollo del muro di Berlino; Giuseppe Pollicelli, e i fumetti spy dal dopoguerra al decennio scorso; Melanton, con virale potenza il suo dizionario umoristico.


il sommario
con allegato M. Ronge, Spionaggio (volume IV)

GASTONE BRECCIA
Il Dao dell'inganno. Dissimulazione e disinformazione nei 36 stratagemmi 20-31

GIOVANNI BRIZZI
A scuola da Annibale. I Romani da Fides a Mens, verso una nova sapientia 32-41

ENRICO SILVERIO
Explorare omnes res. Raccolta, trasmissione e utilizzo delle informazioni
nelle campagne di Cesare 42-49

CARLO JEAN
Guerra delle informazioni e intelligence. Le armi segrete di Gengis Khan 50-57

ALBERTO MELLONI
Innocenzo IV e i mendicanti 58-63

ANDREA MOLINARI
Gli specchi di Venezia e i loro segreti 64-73

FRANCO DI SANTO
La funzione intelligence nel pensiero strategico di Raimondo Montecuccoli 74-81

FEDERICO MORO
Intelligence barocca. Francesco Morosini e le informazioni nel Seicento 82-91

GIULIO MASSOBRIO
Spie e agenti segreti durante la campagna d'Italia del 1800 92-103

ALESSANDRO GENTILI
L'intelligence nell'epopea napoleonica 104-115

ALESSANDRA NECCI
Tradimento e spionaggio in politica (e non solo). Charles-Maurice de Talleyrand-Périgord e Joseph Fouché 116-125

PAOLO PRETO
Sottrazione di segreti alla «nazione perfezionatrice della Marina» e «inventrice dell'Industria» 126-131

VINCENZO PEZZOLET
Clausewitz e l'intelligence 132-139

GIUSEPPE DELLA TORRE
«A vantaggio del Piemonte». Quintino Sella e l'acquisizione di formazione e tecnologie all'estero 140-147

MAURO CANALI
Winston Churchill. Un combattente coraggioso e indomito 148-157

FABIO MINI
La strategia classica cinese: ieri e oggi 158-167

UMBERTO BROCCOLI
Tabula rasa. L'idea forte crea l'arte, l'idea debole la distrugge (IV parte). Nulla sarà come prima 170-179

EUGENIO BILARDO – DIEGO BOLCHINI – YASMINE OUIRHRANE
Humint e contrasto al terrorismo. Dinamiche evolutive e possibili mutamenti nei piani di ricerca e influenza 180-191

PIETRANGELO BUTTAFUOCO
Oswald Spengler e il suo Tramonto dell'Occidente 192-199

LUCA GOLDONI
Totocalcio 200-205

ROBERTO GANGANELLI
Tra satira e propaganda, le medaglie del disonore 208-213

GIANCARLO ZAPPOLI
Atomica Bionda (Atomic Blonde) 214-217

GIUSEPPE POLLICELLI
Spie a fumetti dagli anni Quaranta al terzo millennio 218-223

MELANTON
Il lato sorridente dell'intelligence 224-227




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