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autoreRomano Romano, Sergio Romano
titoloI ragazzi di Caporetto
collanaSegreti 9
editoreNuova Argos
anno2017
formato12x17 cm
illustrazionibianco/nero e colore
pagine160
prezzo€ 10,00
ISBN978-88-88693-25-5
     

in breve
L'autore protagonista di questo racconto autobiografico è mio padre. Nacque nel 1904, in una regione che era stata austriaca sino al 1866, e festeggiò il suo decimo compleanno otto giorni prima dell'ultimatum con cui l'Austria dichiarò guerra alla Serbia. Io sono nato nel 1929, dieci anni dopo la firma dei trattati di pace con cui terminò quel conflitto, e ho festeggiato il mio undicesimo compleanno poco più di un mese dopo l'intervento dell'Italia nella Seconda guerra mondiale.
Fra le due guerre ve n'erano state, per gli italiani, altre due: quella d'Etiopia, dal 1935 al 1936, e quella di Spagna, dal 1936 al 1939.
Per i ragazzi della mia generazione, quindi, la guerra è stata una continua musica di fondo. [...]
Ne parlavano anche i monumenti ai caduti, le vie intitolate agli eroi, le grandi targhe di marmo negli edifici pubblici dove erano scolpiti i nomi di coloro che in quelle istituzioni avevano lavorato prima di partire per il fronte e 'morire per la patria'. Ho scoperto qualche tempo fa che ve n'è una anche nel palazzo di via Solferino dove si trova il «Corriere della Sera». In alcune città vi erano i 'parchi delle rimembranze', giardini silenziosi e melanconici dove ogni albero era dedicato a una persona del luogo scomparsa durante la guerra. Ci esortavano a ricordare l'evento bellico, infine, la festa della vittoria (il 4 novembre), le parate militari, i manuali scolastici.
[...]
Quello che il lettore troverà nelle prossime pagine è soltanto il frammento di un grande quadro in cui, come spesso accade nella storia, vi è una combinazione di gloria e d'infamia, di coraggio e di codardia, di nobiltà e di miseria.
Ma questo frammento ha almeno il merito di essere autentico.


il sommario
PREFAZIONE
di Sergio Romano

I RAGAZZI DI CAPORETTO
di Romano Romano

CAPORETTO CENTO ANNI DOPO
di Sergio Romano

CRONOLOGIA

LA COMMISSIONE D'INCHIESTA SU CAPORETTO
di Sergio Romano

l'autore
ROMANO ROMANO, padre di Sergio, è nato a Ronchis di Latisana nel 1904. Dopo aver frequentato l'Istituto industriale di Vicenza, ha lavorato nel settore dell'industria dolciaria italiana, divenendo presidente di una delle maggiori aziende nazionali. Successivamente alla costituzione della Comunità economica europea ha rappresentato l'industria dolciaria nelle organizzazioni di categoria del Mercato comune.
Ha presieduto la Federazione regionale degli industriali della Liguria ed è stato membro della giunta della Confindustria (1972-1976).
Nel 1969 è stato nominato Cavaliere del Lavoro.


SERGIO ROMANO, storico, scrittore, giornalista, diplomatico sino al 1989, ha insegnato in diverse università (Firenze, Sassari, Pavia, Berkeley, Harvard e Bocconi). È editorialista del «Corriere della Sera». Tra gli ultimi volumi: "Berlino Capitale" (con Beda Romano, 2016); "Putin e la ricostruzione della Grande Russia" (2016); "Guerre, debiti e democrazia" (2017).

hanno scritto
Il padre di Sergio Romano nell'autunno 1917 aveva appena tredici anni: allievo in un collegio di Vittorio Veneto, non poteva tornare a casa quando il fronte cominciò ad avvicinarsi, perché la sua famiglia abitava a Latisana, nel Friuli ormai occupato dal nemico. E così cominciò la piccolo odissea raccontata dal protagonista in una registrazione del 1977: all'epoca venne raccolta in un libro a tiratura limitata per le edizioni All'insegna del pesce d'oro, oggi la ripropone Nuova Argos in un volumetto riccamente illustrato con belle fotografie della Grande guerra, I ragazzi di Caporetto.

Antonio Carioti, «Corriere della Sera» (Terza pagina, mercoledì 20 dicembre 2017)




NUOVA AGENZIA RADICALE, martedì, 7 novembre 2017
Il ramo della Grande Guerra racconta Patria e Onore, ma è anche una topologia di umanità dove le storie personali si intrecciano al passo cadenzato della storia, che decreta sempre vincitori e sconfitti. Lunghe attese e pensieri portati sul campo di battaglia, sulle rive del Tagliamento, del Livenza e del Piave. A cento anni dall'avvenimento, Caporetto non è un capitolo chiuso: volti e persone sono usciti dall'ombra grazie a un paziente e importante lavoro di ricostruzione storica per dare il giusto valore a una catena di uomini e di monti a cui ci si è aggrappati per 'fermare il nemico'.

Ci porta in quel tempo di battaglia un elegante pamphlet di Romano Romano intitolato 'I ragazzi di Caporetto', nuovo gioiellino forgiato dalla fucina culturale di Nuova Argos - Dat Donat Dicat Srl (pp. 160, euro 10, Collana 'Segreti' diretta da GFL) con una cronologia e due note su Caporetto, dove "il Servizio informazioni agì con precisione e prontezza" e un excursus sulla Commissione d'inchiesta istituita nel gennaio 1918. Qui non ci sono processi e non si fa retorica, tornano gli uomini. Tra i fogli di questa storia sfilano Cadorna e Badoglio ma anche Capello e Gano. Sfilano mille e mille soldati senza nome, con le loro gavette tra i monti, insieme a domande senza pace e a una promessa mantenuta sotto il piombo.

"L'autore protagonista di questo racconto autobiografico è mio padre - scrive nella prefazione l’ambasciatore Sergio Romano - Nacque nel 1904, in una regione che era stata austriaca sino al 1866, e festeggiò il suo decimo compleanno otto giorni prima dell'ultimatum con cui l'Austria dichiarò guerra alla Serbia. Io sono nato nel 1929, dieci anni dopo la firma dei trattati di pace con cui terminò quel conflitto, e ho festeggiato il mio undicesimo compleanno poco più di un mese dopo l'intervento dell'Italia nella Seconda guerra mondiale.

[...]

"Ho scoperto qualche tempo fa che ve n'è una anche nel palazzo di via Solferino dove si trova il 'Corriere della Sera'. In alcune città vi erano i 'parchi delle rimembranze', giardini silenziosi e melanconici dove ogni albero era dedicato a una persona del luogo scomparsa durante la guerra. Ci esortavano a ricordare l'evento bellico, infine, la festa della vittoria (il 4 novembre), le parate militari, i manuali scolastici".

Quello che il lettore troverà in queste pagine "è soltanto il frammento di un grande quadro in cui, come spesso accade nella storia, vi è una combinazione di gloria e d'infamia, di coraggio e di codardia, di nobiltà e di miseria. Ma questo frammento ha almeno il merito di essere autentico".

[...]

Perciò, è la tesi di Sergio Romano, "scrivere la storia d'Italia sino a quella che La Malfa ha definito la Caporetto economica degli anni Settanta significa rincorrere una curva febbrile che va su e giù come i trenini sulle montagne russe. A Caporetto la curva tocca il suo punto più basso. Poco più di un anno dopo, a Versailles, il paese dimenticherà di essersi creduto sconfitto e la curva ritornerà a toccare le vette dell'irrazionale. Felici i paesi che sanno fare ogni giorno la media ponderata delle proprie emozioni e navigare a eguale distanza fra gli scogli della disperazione e dell'esaltazione".


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