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autoreGianluca Falanga
titoloAl di là del Muro
La Stasi e il terrorismo
collanaSegreti 17
editoreNuova Argos
anno2019
formato12x17 cm
illustrazionibianco/nero e colore
pagine256
prezzo€ 10,00
ISBN978-88-88693-36-1
    

in breve
Si usa definire i Paesi autoritari «Stati forti». A dispetto dell'apparente laconica chiarezza, si tratta in realtà di una definizione ambigua: i regimi autoritari, infatti, sono «forti» solo nel senso che devono fare un uso spropositato della forza per mantenersi in piedi; e proprio quell'uso eccessivo della forza tradisce la loro intrinseca debolezza. Debolezza nel confronto internazionale, dove gli Stati veramente forti sono quelli in cui lo scontro tra interessi diversi e contrapposti è incanalato in strutture istituzionali riconosciute da tutti gli interessi in campo; ma debolezza anche e soprattutto sul piano interno, dove solo il controllo ferreo della società può garantire la sopravvivenza del regime.

Sarebbe interessante studiare da vicino il rapporto di proporzione esistente tra la debolezza intrinseca dei regimi autoritari e la forza estrinseca dei loro apparati di sicurezza interna. Fatto sta che il nome di quegli apparati è entrato nella storia come una sorta di sinonimo dei regimi che erano chiamati a proteggere: l'Okhrana nella Russia zarista, l'Ovra in Italia sotto il fascismo, la Gestapo nella Germania nazista, il Kgb nella Russia sovietica, la Savak nell'Iran dello scià, la Securitate nella Romania di Ceausescu, tanto per citarne alcuni tra i più famosi, e naturalmente la Stasi nella Repubblica democratica tedesca (Rdt), di cui si parla in questo libro.
La Stasi (abbreviazione di Ministerium für Staatssicherheit, ministero per la Sicurezza di Stato) fu molto probabilmente il più capillare apparato di controllo politico a servizio di un regime autoritario, tanto potente, appunto, quanto impotente era quel regime. Sulla quantità di persone effettivamente coinvolte nel lavoro di raccolta informativa non vi è ancora unanimità tra ricercatori e storici: secondo certe fonti, tra agenti e inoffizieller Mitarbeiter («collaboratori informali») la Stasi avrebbe potuto contare su una vera e propria rete di autocontrollo della società, con stime che variano da una spia ogni cento persone a una ogni cinquanta (fino a una ogni venti membri del Partito).

[...]

Il lavoro di Gianluca Falanga offre uno squarcio su questa «doppia natura» della classe dirigente tedesco-orientale, tanto desiderosa di servire gli interessi di Mosca quanto di indebolire la Germania occidentale in modo da autopromuoversi come rappresentante della «vera» germanicità. Il tema di cui si occupa questo testo è molto specifico - la gestione delle dinamiche terroristiche internazionali da parte della Stasi in un periodo che copre essenzialmente gli anni Settanta e Ottanta - ma proprio questa angolatura getta una luce estremamente chiara su tre aspetti della Guerra fredda, relativamente alla Germania orientale ma non solo: la natura del regime tedesco-orientale, le sue relazioni con Mosca e con Bonn e, infine (ma non meno importante), la natura del terrorismo palestinese in particolare e del fenomeno terrorista più in generale.

[...]

In conclusione, il testo di Gianluca Falanga non è solo uno squarcio di luce sulla particolare situazione della Germania durante la Guerra fredda, sulla Stasi e sul terrorismo palestinese; è anche un eccellente antidoto contro l'influenza perniciosa - e, nel campo dell'analisi politica, letale - delle ideologie.

dalla Prefazione di Manlio Graziano


il sommario
Prefazione di Manlio Graziano

1. Il principio del 'cui bono'

2. Un rapporto complesso

3. Il doppio fondo della Distensione

4. Guerilleros, vietcong e fedayyin

5. Il padrino del terrorismo internazionale

6. L'«adozione» della Raf e dei gruppi tedeschi

7. Jihaz al-Rasd e il doppio gioco palestinese

8. Guerra ad Arafat

Bibliografia
Sitografia e audiovisivo
Didascalie


l'autore
Gianluca FALANGA, laureato in filologia germanica all'Università di Torino (con una tesi che costituisce la prima traduzione in versi in lingua italiana della versione feroese della Saga dei Nibelunghi). Nell'autunno 2002 si trasferisce a Berlino, dove lavora nel settore della formazione storico-politica in numerosi memoriali che hanno per tema la persecuzione politica nei regimi totalitari del Novecento e la divisione della Germania nel periodo della Guerra fredda, in particolare nella Rdt, e il sistema repressivo gestito dalla Stasi. Presso le carceri di Hohenschönhausen e Potsdam è inserito in qualità di referente in un team di ex detenuti e vittime di repressione politica nella Germania Est che realizza seminari e workshop su temi inerenti la tortura, le tecniche di coercizione psicologica nel contesto degli interrogatori e della carcerazione, la negazione di diritti civili fondamentali. Svolge inoltre attività di storico e pubblicista effettuando ricerca primaria negli archivi di Stato tedeschi. È autore di numerosi saggi sulla storia della Stasi, dello spionaggio internazionale nella Guerra fredda e sul ruolo dei Servizi di sicurezza nel campo della violenza politica e del terrorismo internazionale fra gli anni Sessanta e Ottanta del Novecento. Nel 2013 ha pubblicato i risultati di un approfondito studio nei database elettronici del sistema informativo 'Sira' dell'HV A, estrapolando i dati relativi alle operazioni realizzate in Italia e alle fonti informative impiegate. Quale esperto dell'organizzazione dell'apparato di sicurezza della Rdt è stato audito nel 2016 dalla Commissione parlamentare d'inchiesta sul rapimento e sulla morte di Aldo Moro. Si è occupato anche di fascismo e dell'azione della diplomazia italiana nel Ventennio, specificatamente della relazione con il regime nazista dal punto di vista dell'Ambasciata d'Italia a Berlino, pubblicando nel 2008 un'analisi dei dispacci degli ambasciatori inviati a Roma fra il 1933 e il 1945, conservati all'Archivio Storico del Mae. Nel 2016 la famiglia di Luca Pietromarchi (1895-1978) gli ha affidato il riordino dei diari e degli scritti privati dell'alto funzionario, da cui è scaturita la Storia di un diplomatico (Premio speciale della Giuria del VII Premio internazionale di Capalbio, 2018), dove è ricostruita la sua inedita azione per salvare dall'Olocausto gli ebrei di Croazia sotto protezione italiana. Tra le opere più recenti si ricordano: «Il Ministero della Paranoia. Storia della Stasi», 2012; «Spie dall'est. L'Italia nelle carte segrete della Stasi», 2014; «Terrorismo nella Guerra fredda. Strutture, dinamiche e strategie», 2020.



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