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autoreRoberto Gervaso
titoloAforismi sull'intelligence e 3 racconti brevi
collanaSegreti
editoreNuova Argos
anno2016
formato12x17
illustrazioniNiccolò Piccolomini
pagine128
prezzo€ 10,00
ISBN978-88-88693-23-1
    

in breve
L'aforisma è lo strumento letterario che, per la sua eccezionale carica evocativa, più di altri può indirizzare la riflessione sulla complessità dell'intelligence: ha l'ambiguazione rapida, l'ironica approssimazione, la profondità sottesa e l'ossimoro incantato che può guidare lo sguardo sui segreti recessi dei Servizi, cogliendone i chiaroscuri che promettono caleidoscopio di arcobaleno.
È letteratura minima, l'aforisma, così considerata da quei critici usi al clamore bulimico della saggistica, suscitando tuttavia una certa attenzione nelle tradizionali civiltà oracolari per la loro vocazione a tramandare una 'sentenza', una conoscenza di sintesi, come emerge dal frequente uso nell'antichità, da Ippocrate alle civiltà sferzanti del recente passato. Riscuote un crescente interesse anche oggi, sempre con la stessa funzione contraddittoria e provocatoria tra il pragmatismo e l'intuizione di una sapienza olistica.
[...]
Roberto Gervaso, che dell'aforisma rappresenta il genio indomito e irredimibile, scivola con disincantata uggia nel profilo dell'agente segreto e del suo lavoro, proponendo in ogni verso una differente chiave d'accesso: sottile bilico tra l'agiografia spionistica e il complottismo di maniera, sussurro che rinuncia al richiamo delle sirene e invita a guardare oltre le nubi, sporcando gli occhi con un ilare pragmatismo.
L'intelligence quanto intelligente e il segreto scontato nella condivisione sono solo frecce avvelenate di realtà e alveo interpretativo di un fiume sfuggente di pensieri che si scopre carsico e ci lascia basiti e sorridenti sulla foce del senso che, si sospetta, potrebbe esserne pure la fonte ignota.
Gli aforismi sul silenzio e sulla verità seguono l'onda parallela di quelli sull'intelligence e ne sono spia segreta, un segno, una quadratura del cerchio, una sorta di prova del nove, filando l'ordito interpretativo di un mondo e delle sue incognite (e nell'aforisma sfuma la sottile faglia tra possibile e probabile e il lettore si trova seduto sotto le stelle di Gervaso senza alcuna pretesa di cometa, accecati dalla notte). Sono magia di conchiglia che offre la voce del mare nella sua valva umida quando i labirinti dell'orecchio s'accostino timidi per carpirne l'eco.
È forza ri-combinatoria, l'aforisma, riserva mitopoietica, in cui s'incrociano lettori e scrittore, inchiodati come sul Golgota del significato.
[...]
Così i contorni della materia trattata sono tanto netti da negarsi e i limiti tracimano nel rigurgito interpretativo del lettore. Lo scrittore sembra ripetere l'ansia michelangiolesca dell'incompiuto quanto traguardo [...].
Allo stesso modo i racconti su Mata Hari, Giacomo Casanova e Lawrence d'Arabia sembrano aforismi vestiti e nascosti tra lenzuola di parola: rimane per tutti una 'sindone' feroce e sofferente in cui l'immagine agiografica ed eroica dei personaggi, ormai statue dell'intelligence, sfuma in un vile 'umano, troppo umano', ergendosi a feticci di un'umanità che trasuda dal freddo marmo del monumento.
Maschere polverose e dolenti denunciano l'inadeguatezza del loro 'mestiere di vivere' in cui si scioglie lo stigma lasciato ai posteri: rimane quel «È Impossibile!» di Mata Hari alla condanna a morte, certa querulomania ossequiosa e ipocrita nelle lettere di Casanova e la dolorante danza tra eteronimi di Lawrence d'Arabia che muoiono nel fiorente Dorset, così lontane dalle dune della sua anima.
Nella trama del testo assumono specifico significante anche le immagini di Niccolò Piccolomini che degli aforismi trattengono le linee segrete e contraddittorie, ispirata rimessa in gioco dei molti azzardi interpretativi del lettore.
L'editore, poi, ha messo del suo nel montare il testo, a tratti suggerendo passeggiate nel labirinto di Dedalo per ricordarci, forse, che sempre l'aforisma è ricombinazione e che la realtà ci beffa proprio con i suoi puzzle di senso.
È un gioco d'intelligence intelligente, quello proposto, che non si può eludere.

Alessandro La Ciura


il sommario
Prefazione

1. Aforismi sull'intelligence

2. Aforismi sul silenzio

3. Aforismi sulla verità

Tre racconti brevi
I. Mata Hari
II. Giacomo Casanova
III. Lawrence d'Arabia


l'autore
ROBERTO GERVASO, nato a Roma nel 1937, scrive di sé: «Io sono un divulgatore e un polemista. Ho questa vena un po' epigrammatica e aforistica: non potrei mai scrivere non dico un romanzo, ma neanche un racconto, perché non ho il tipo di fantasia necessario. Ho bisogno di fatti e di attaccare: sono un po' un pubblico ministero, non sono capace di difendere nessuno salvo me stesso, e comunque mi difendo attaccando». Dopo gli studi in Italia e negli Usa diventa collaboratore di quotidiani e periodici. Lavora anche per radio e televisione, dove è di frequente invitato in qualità di opinionista e commentatore, sia politico che di costume.

NICCOLO' PICCOLOMINI, nato a Siena nel 1949, vive a Gorizia. Formatosi nel clima romano degli anni Sessanta, alla frequentazione dello studio di Alfredo De Santis e della galleria «L'Attico» di Fabio Sargentini unisce l'esperienza di attore, anche per Roberto Rossellini e Liliana Cavani. Ama viaggiare e, negli ultimi anni, si dedica alla tecnica dell'acquerello.


hanno scritto

"I Servizi segreti si chiamano segreti perché nell'ombra trovano più di quello che troverebbero alla luce del sole". Parola di Roberto Gervaso che firma un nuovo libro: 'Aforismi sull'intelligence e 3 racconti brevi'.
Scrive Alessandro La Ciura nella prefazione: "L'aforisma è lo strumento letterario che, per la sua eccezionale carica evocativa, più di altri può indirizzare la riflessione sulla complessità dell'intelligence, cogliendone i chiaroscuri che promettono caleidoscopio di arcobaleno".
Da antico maestro di aforismi, Gervaso - divulgatore e polemista, che dice di difendersi attaccando - propone in ogni verso una differente chiave d'accesso facendo compagnia la lettore con pensieri eleganti e parole che escono da roveti di sapienza.
[...] E così si passeggia tra queste pagine, illustrate dagli splendidi acquerelli di Niccolò Piccolomini, e si scoprono antichi fronti e nuove costellazioni, dove le difficoltà diventano sfide e la regola d'ingaggio è contaminarsi di simpatia: "Lo spionaggio è una scienza che nei più abili agenti diventa un'arte", scrive l'autore. E se qualcuno confessa (senza essere torturato) che "tra le braccia di una spia potrei raccontarle tutte le mie bugie", non è meno vero come "la migliore intelligence si stabilisce fra una donna e la sua miglior amica".
[...]
Da incorniciare in questo libretto che sta bene su ogni scrivania, i tre racconti brevi su Mata Hari, Lawrence d'Arabia e Giacomo Casanova. A proposito di quest'ultimo, bibliotecario del conte Waldstein, si dice chiaramente che fu una spia dell'Inquisizione. Firmava le relazioni segrete, le cosiddette 'riferite', con il nome di Antonio Pratolini, e - capolavoro di doppiezza - riferiva (da quale pulpito!) di donne facili e lusso, ma come 007 tra i canali della Laguna era proprio negato, perciò gli inquisitori gli revocarono la nomina. E se restano - in verità pochi - timori su questo strumento non convenzionale ma fondamentale per la difesa della democrazia, la penna graffiante di Gervaso taglia corto: "Chi vorrebbe che i Servizi segreti fossero come la San Vincenzo o non sa cosa sono i Servizi segreti o non sa cos'è la San Vincenzo". Del resto "nessun agente segreto ha mai partecipato all'Isola dei famosi", ed è vero come il vangelo che "una spia che si fa notare è come una terziaria francescana in topless".
Sulla tavolozza dei Servizi, meno carica di grigi grazie anche a queste divertenti e istruttive pubblicazioni, si racconta un altro pezzo di saggezza che dovremmo portare in bisaccia: "non basta sapere tutto degli altri. Bisogna che gli altri non sappiano niente di noi". [...]
Ma questi pensieri aiutano a non restare prigionieri della propria mappa di mondo. Ha ragione Gervaso: "L'intelligence è il lubrificante occulto di uno Stato che funziona". Non sarà male ricordare anche che la vera spia "è quella che guarda avanti mentre tu ti giri indietro".

S.B. per Agenzia Radicale, venerdì, 27 ottobre 2016



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