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autoreMarta Pallavidini
titoloL'intelligence nel Vicino Oriente nella Tarda EtÓ del Bronzo. Uno strumento di diplomazia
collanaSegreti
editoreNuova Argos
anno2016
formato12x17
pagine128
prezzo€ 10,00
ISBN978-88-88693-21-7
    

in breve
╚ azzardo di gran giocatore inseguire embrioni d'intelligence in quella Tarda EtÓ del Bronzo ancora non completamente svelata e i cui frammenti di testimonianza sono un puzzle difficile da comporre. Le tessere sono consunte, parziali o vittime della furia del tempo e della storia. Eppure la scommessa s'arma d'un gusto ulteriore: il Vicino Oriente Ŕ uno spazio che attrae il lettore e offre gusto inedito alla ricerca.
╚ culla di tormenti e di contraddizioni, di CiviltÓ gloriose e di rovine funeste, di conflitti irrisolti e di pacificazioni ambigue, ieri come oggi. Ripercorrerne le trame, in quella tarda era, non Ŕ solo vezzo intellettuale ma anche occhio polveroso sulla memoria di luoghi e di umanitÓ sparsa come granelli di sabbia da cui poter trarre insegnamenti o spunti di riflessione.
╚ un lungo periodo di stabilitÓ (1550-1200 a.C.) nell'area che va dall'Egitto alla Siria e Palestina, all'Anatolia, all'Alta Mesopotamia, a Babilonia e all'Elam. ╚ un periodo caratterizzato da una fitta rete di rapporti commerciali e politici fra le varie potenze regionali. Mentre a corte circolano doni, ambasciatori, donne e divinitÓ straniere, importanti cambiamenti interessano la societÓ.
╚ una stabilitÓ apparente che, avvicinando la lente d'ingrandimento su situazioni e personaggi, cela un continuo movimento tellurico geopolitico che le grandi Potenze, prime tra tutti gli Egizi e gli Ittiti, ma anche gli Assiri e i Babilonesi, cercano di dominare attraverso una politica di dissuasione e d'influenza, delocalizzando le tensioni nella costellazione di Regni satelliti, soprattutto nell'area anatolica e siro-palestinese, e coltivando relazioni con quelle realtÓ che si ergono a emergenti attori strategici, come Mitanni.
In tale scenario s'inscrivono vicende interne, colpi di Stato, competizioni etniche e dinastiche, lotte di classe ante litteram, tradimenti, opportunismi e confronto ambiguo tra le diverse Úlite.
Non sfugge a Marta Pallavidini che l'accadica semplicitÓ dei frammenti raccolti celi un sottofondo complesso, che il ritualismo diplomatico sia il frutto di un ordito pi¨ ambiguo e vasto e che si possa ricavare dal materiale esaminato lo spunto per una narrazione ulteriore che contemperi la logica ricostruttiva e una certa suggestiva creativitÓ.
In questo senso, l'organizzazione pi¨ articolata dei Regni, la burocratizzazione dei sistemi di decentramento fiscale e l'assetto quasi feudale dei rapporti tra Grandi e Piccoli Re, soprattutto in un ambito di effervescenza commerciale e di tensioni ai confini, costituiscono fattori di tale complessitÓ da presupporre l'esistenza di un sistema informativo idoneo a sostenere le scelte politico-militari e a gestire le crescenti esigenze di sicurezza interna. [...]
L'autrice, invece, che pure ha giÓ scritto sugli Ittiti e sulla loro vocazione informativa, sposta la prospettiva e il registro critico planando sulle tavole usurate di HattuÜa o El-Amarna, in cui i caratteri cuneiformi tratteggiano bozzetti di vita pubblica come solo i documenti diplomatici o relazionali concedono alla curiositÓ del ricercatore.
[...]
Quella che emerge, dunque, Ŕ storia di uomini e di donne, di aviditÓ e di ipocrisia ma anche di religiosa attenzione a una forma che pu˛ contenere la naturale ma temuta deriva della Storia.
Alla fine, l'autrice raggiunge lo scopo di evocare, dietro le cifre rapprese delle sue testimonianze, 'l'altro', 'l'invisibile', il tumultuoso e umbratile mondo in cui l'informazione si presume elemento di competizione e tutela dei propri interessi.
Rimane al lettore, a conclusione, un'afra inquietudine. ╚ un esercizio di backcasting: conosciamo il destino di quegli scenari e di quelle genti. L'etÓ del Bronzo lentamente degraderÓ verso una fase di depressione apparentemente ingiustificata. Le vestigia dei Grandi Regni sbiadiranno nell'ombra di un disordine distruttivo. Taceranno le pietre di grandi cittÓ e, di contro, le periferie diventeranno centrali. Nuove popolazioni sovrascriveranno le pagine del Bronzo e a noi resta l'amara constatazione che nessun cenno, nessun segno in quella entropia crescente sia stata colta dai Grandi.
Certamente la Pallavidini una certezza ce la offre: nessun proto-analista seppe indovinare la rovina o suggerire nel cuneiforme memoriale un'ansia, un'alternativa, una possibile via di fuga.

Alessandro La Ciura


il sommario
Prefazione

1. Gli Ittiti e la societÓ internazionale della Tarda EtÓ del Bronzo
1.1 La diplomazia nel Vicino Oriente nella Tarda EtÓ del Bronzo
1.2 I protagonisti
1.3 Scambio di beni e di persone
1.4 Intelligence: mezzi e protagonisti

2. La corrispondenza internazionale

3. Lo strumento giuridico dell'intelligence. Il trattato di subordinazione

4. Intelligence interna. Testi di istruzione e di giuramento

5. Spionaggio o propaganda? Il racconto egiziano della battaglia di Qadesh

6. Il ruolo dell'intelligence negli equilibri internazionali

Bibliografia



l'autore
MARTA PALLAVIDINI consegue il Dottorato di ricerca in 'CiviltÓ del Mediterraneo Antico' (anno 2012) presso l'UniversitÓ degli studi di Pavia, Dipartimento di Scienze dell'antichitÓ, in co-tutela con la Freie Universitńt (Berlino). Collaboratrice scientifica presso la Ludwig-Maximilians-Universitńt di Monaco di Baviera per il progetto Hethitisches W÷rterbuch, ha vinto una borsa DAAD P.R.I.M.E. presso la Freie Universitńt di Berlino e la Katholieke Universiteit di Leuven (Belgio).


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