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autoreAngela Negro
titoloLa Collezione Rospigliosi. La quadreria e la committenza artistica di una famiglia patrizia a Roma nel Sei e Settecento
editoreArgos
anno1999
formato24x30 cm
illustrazionibianco/nero e colore
pagine368
prezzo€ 80,00
ISBN88-85897-78-9
disponibilitàesaurito
     

in breve

Fra le collezioni romane la raccolta dei Rospigliosi è una delle più illustri e meno conosciute. Conservata da sempre nel palazzo Pallavicini Rospigliosi, è nata e si è sviluppata insieme alla notissima collezione Pallavicini, ma per una sequenza di vendite e di dispersioni ha perduto alcuni dei suoi grandi capolavori (fra cui cinque Poussin) ed è rimasta a lungo nell'ombra. Ciò non toglie che all'ultimo piano del palazzo siano ancora conservati oltre cento dipinti e sculture, anche di alta qualità. I restauri avviati nel 1996 dalla Germina Campus, società della Confederazione Nazionale Coltivatori Diretti e nuova proprietaria dei quadri e delle sculture, hanno portato a una piena valorizzazione dei dipinti, permettendo nuove ipotesi attributive. Sono così tornate alla luce opere del Guercino, di Mattia Preti e Luca Giordano, di Carlo Maratti, Sebastiano Conca, Benedetto Luti, frutto del collezionismo dei Rospigliosi attraverso due secoli. I suoi protagonisti furono tanti e diversi: primo fra tutti Giulio Rospigliosi, legato al Poussin, a Claude Lorrain e a Gian Lorenzo Bernini, che fu anche poeta e autore teatrale. La sua corrispondenza fornisce dettagli preziosi sulle scelte di committenza e sul modo di realizzare e collocare i dipinti. Più tardi, sullo scorcio del Seicento, Maria Camilla Pallavicini Rospigliosi, collezionista alla moda, fa incetta di quadri con fiori, nature morte, battaglie e paesaggi, molti ancora conservati nel palazzo. Camillo Rospigliosi, suo nipote, appassionato allevatore di cavalli, li fa ritrarre in una curiosa sequenza di quadri oggi al Museo di Roma, ma compra anche dipinti di Manglard, van Wittel e Andrea Locatelli, continuando la predilezione della famiglia per la pittura di paesaggio. Il libro, che attraverso i documenti illustra anche lo stato della raccolta alla metà del Settecento e dell'Ottocento, prima delle dispersioni, pone in luce un nucleo di opere essenziale per la conoscenza della pittura e del collezionismo nell'età Barocca.

il sommario
Presentazione, di Claudio Strinati

PREMESSA
GIULIO ROSPIGLIOSI, UN COLLEZIONISTA DALLA CORTE DEI BARBERINI AL PAPATO
- La cerchia dei Barberini
- Pittori e protégés
- Quadri comprati, quadri spediti, quadri donati
- La collezione romana: traccia per una ricostruzione
- Il pontificato
I PARENTI DEL PAPA
- 1668: l'esordio mondano
- Alla conquista di uno status economico
- La committenza artistica
MARIA CAMILLA PALLAVICINI ROSPIGLIOSI MECENATE E COLLEZIONISTA
- Il collezionismo della duchessa di Zagarolo
- Le residenze periferiche: "Monsù Francesco Borgognone" e "Monsù Vischer fiammingo" a Zagarolo, San Cesareo e Maccarese
IL SETTECENTO
- I grandi cantieri di famiglia
- Giovan Battista e Clemente Rospigliosi. Nuovi quadri e nuovi artisti
- La collezione
- Camillo Rospigliosi, signore borghese
- La collezione settecentesca al suo vertice
- Guide, viaggiatori e "amateurs": l'occhio del mondo
DALLE ACQUISIZIONI OTTOCENTESCHE ALLA GRADUALE DISPERSIONE
PROSPETTO DEI PASSAGGI DI PROPRIETÀ DELLA COLLEZIONE PALLAVICINI-ROSPIGLIOSI
CATALOGO
QUADRO RIASSUNTIVO DEGLI INVENTARI ED ELENCHI CONSULTATI E CITATI IN MARGINE ALLE SCHEDE
DOCUMENTI E INVENTARI
INTRODUZIONE ALLA RICERCA D'ARCHIVIO
- Inventario 1710
- Inventario 1713
- Inventario 1769
- Vendite 1798
- Acquisizioni dai Colonna
- Inventario Minardi 1856

BIBLIOGRAFIA
INDICE DEI NOMI



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