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autoreVittorio De Feo
titoloLa cappella di San Tommaso D'Aquino a Tor Vergata
collanaArchitetture
editoreClear
anno2002
formato16x16 cm
illustrazionibianco/nero e colore
pagine64
prezzo€ 8,00
ISBN88-385-0109-2
disponibilitàdisponibile
    

in breve

«Nella cappella di San Tommaso d'Aquino Vittorio De feo declina gli spazi liturgici attraverso la luce e le intersezioni prospettiche, rendendoli riconoscibili nella loro specificitą, pur fondendoli coralmente nella convergenza verso l'altare maggiore, e di nuovo spandendoli, attraverso il filtro lieve delle colonne circolari, negli ambienti sussidiari, dove si situano le cappelle, la sacrestia, i confessionali e le ombre diafane degli ingressi. La linfa vitale di una vigorosa tradizione di architettura sacra, che ha regalato a Roma architetture religiose di sublime efficacia e di stupefacente bellezza, nutre generosamente il progetto di De Feo, amante e conoscitore del Barocco romano, delle sue chiese, dei suoi oratori, dei suoi altari», Claudia Conforti.

il sommario

CLAUDIA CONFORTI, Un ateneo metropolitano aperto agli orizzonti scientifici

VITTORIO DE FEO, Vi racconto il mio progetto

SCHEDA TECNICA

GIOVANNI ROCCHI, La cappella universitaria di Tor Vergata. L'attivitą del comitato

CLAUDIA CONFORTI, Coralitą e partecipazione individuale. I due principi fondativi dello spazio della liturgia dopo il Concilio Vaticano II

MASSIMO ALESSANDRINI - ARRIGO LEONETTI, La cappella universitaria di Tor Vergata. Organizzazione del cantiere

MARIA GRAZIA D'AMELIO, "Divo Thomae Aquinati". Architettura e costruzione

l'autore

VITTORIO DE FEO (Napoli 1928-Roma 2002) dopo la laurea a Roma nel 1955 insegna allo IUAV di Venezia, alla Facoltą di Ingegneria della Sapienza Universitą degli studi di Roma ed č tra i fondatori della nuova Facoltą di Tor Vergata, dove insegna composizione architettonica. Collabora con artisti visivi (Andrea e Pietro Cascella, Gino Marotta, Riccardo Tommasi Ferroni e Arduino Cantafora); i progetti e le opere della fine degli anni sessanta rivelano i punti di contatto con l'arte visiva, riscontrabili nel principio astratto modulare del progetto per il concorso per la Camera dei Deputati a Roma (1967), il Liceo Plauto a Spinaceto (1967-1969), l'istituto per geometri di Terni (1969-1970). L'attitudine alla ricerca e alla sperimentazione č testimoniata dal grande numero dei progetti elaborati in rapporto a quelli effettivamente realizzati, tra i quali sono il Municipio e la piazza di Botticino a Brescia (1985-1986) e le residenze nel quartiere Clai a Terni (1989-1991). Il suo progetto vince l'assegnazione del restauro dell'ambasciata italiana a Berlino del 1991. All'attivitą di architetto affianca l'interesse per la ricerca storica, ed č autore di studi sull'architettura sovietica, sull'opera di Robert Venturi e sull'arte e la cultura Barocca.


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